Archeologia, teatro, ricostruzione storica e suoni dal passato: sabato 26 settembre l’Anfiteatro romano di Lecce ha accolto oltre 140 partecipanti per “In arena”, l’attività immersiva teatralizzata organizzata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.
Per una sera il monumento ha cambiato prospettiva. Non soltanto un luogo da osservare e visitare, ma uno spazio da attraversare, ascoltare e vivere attraverso un racconto capace di mettere in relazione il presente con le numerose vite dell’Anfiteatro.
“In arena. Archeologia, rinnovamento, resistenza e reinvenzione nell’Anfiteatro romano di Lecce” ha proposto infatti un modo non convenzionale di avvicinarsi all’archeologia e all’educazione al patrimonio, combinando rigore scientifico, linguaggio teatrale e coinvolgimento diretto del pubblico.
Durante i tre turni serali, i partecipanti hanno potuto interagire con archeologi e interpreti, osservare e toccare oggetti di scena e immergersi nelle riproduzioni di voci e suoni del passato.
Dalla riscoperta del monumento agli spettacoli dell’arena
Il percorso ha preso avvio dalla storia più recente dell’Anfiteatro, seguendo le tracce di quanti, nel corso di quasi cento anni, hanno contribuito alla sua riscoperta, al recupero e alla tutela del monumento.
Da qui il racconto si è spostato progressivamente verso l’età romana e verso gli spettacoli che un tempo animavano l’arena.
Un focus particolare è stato dedicato alle venationes, le cacce con animali che facevano parte della programmazione degli anfiteatri romani. Abbigliamento, armi e ruolo dei venatores sono diventati strumenti per avvicinare il pubblico a una dimensione dello spettacolo antico spesso meno conosciuta.
A rendere ancora più concreta l’esperienza è stata la presenza dei rievocatori della Legio VIII Avgvsta Salento APS, con soldati e gladiatori che hanno permesso di osservare da vicino equipaggiamenti, gesti e ricostruzioni realizzate sulla base delle testimonianze storiche e archeologiche.
Un altro modo di comunicare l’archeologia
La partecipazione di oltre 140 persone e il coinvolgimento registrato durante la serata confermano quanto modalità di fruizione differenti possano contribuire a creare una relazione più diretta tra pubblico e patrimonio.
Raccontare l’archeologia, infatti, non significa soltanto trasmettere informazioni, ma costruire occasioni in cui le persone possano interrogare i luoghi, comprenderne la storia e riconoscerne il valore.
È questa la direzione nella quale si è mossa l’esperienza di “In arena”: utilizzare strumenti diversi – dalla teatralizzazione alla ricostruzione storica, dal racconto archeologico alla dimensione sonora – senza rinunciare alla correttezza scientifica.
L’iniziativa è stata curata dalla direttrice dell’Anfiteatro romano di Lecce, dott.ssa Marina M.S. Nuovo, e realizzata grazie alla collaborazione delle realtà che operano sul territorio: Centro Studi e Didattica Ambientale Terrae APS, VivArch APS, Spitha e Legio VIII Avgvsta Salento APS.
Un lavoro condiviso che ha permesso di trasformare l’Anfiteatro, per una sera, in uno spazio di incontro tra ricerca, divulgazione, rievocazione e partecipazione.
Un ringraziamento va inoltre ad Aditus Culture per il servizio di biglietteria e, soprattutto, alle oltre 140 persone che hanno scelto di trascorrere una parte delle Giornate Europee del Patrimonio dentro l’Anfiteatro romano di Lecce, sperimentando insieme a noi un modo diverso di conoscere e vivere l’archeologia.











